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Problematiche con il metotodo Montessori

30.01.2018 15:09

Su quasi tutti gli aspetti del pensiero della Montessori sono sorte delle questioni dibattute da oltre un cinquantennio in modo spesso acritico. accanito, totalizzante che solo negli ultimi anni hanno trovato una qualche composizione.

Riteniamo qui opportuno riferire brevemente su tre di esse che ci appaiono maggiormente significative; il problema della scientificità, l’educazione alla socialità e il disconoscimento della fantasia

PROBLEMA DELLA SCIENTIFICITA’

Come abbiamo varie volte accennato, il pensiero montessoriano viene generalmente collegato alla pedagogia scientifica

Tuttavia va rilevato che tale accostamento è molto più apparente che reale.

A tal fine va innanzi tutto notato come la elaborazione del suo metodo completata intono al 1918 sia anteriore agli studi di psicologia eseguiti da Pieget, Wallon, Gesell e altri e che la psicologia scientifica di inizio secolo moveva i suoi primi passi incerti e restava ancorata sostanzialmente alla fisiologia e all’igiene.

Infatti la Montessori stessa ne denuncia i limiti. Ella afferma che occorre all’educatore, accanto allo spirito scientifico, uno spirito mistico e cioè quelli che chiameremmo comunemente doti di cuore ,di intuito, di dedizione.

Se poi si approfondisce il significato che ella attribuisce allo spirito scientifico ci accorgiamo che in realtà intende una capacità critica, un saper mettere in discussione il ruolo tradizionale del maestro.

Ella sente il bisogno di metodi di ricerca scientifica diversi da quelli in uso per la medicina e la biologia: tuttavia ella rimane sempre estranea alla metodologia di ricerca (metodi statistici, clinici, sperimentali) che si andava introducendo in psicologia.

Tutte le sua affermazioni fondamentali non hanno mai un avallo di tipo scientifico, non sono mai citati grafici, tabelle, esperimenti ma sono sempre e comunque giustificate e sostenuta da una esperienza molto ampia ,estesa decenni che ricopre paesi diversi ma che rimane pur sempre esperienza comune e non risultato scientifico.

In qualche caso ci pare che la Montessori non comprende proprio il senso della ricerca scientifica; riferendo del noto esperimento del Piaget dell’oggetto nascosto pare non rendersi proprio conto che lo psicologo intendeva studiare la formazione della nozione comune di oggetto e interpreta il fatto come manifestazione del bisogno di ordine del bambino

In linea generale poi la Montessori sembra mettere in dubbio in toto i risultati scientifici perché essi descrivono il bambino deviato della nostra società e non quello vero che si manifesterebbe praticamente solo nelle scuole montessoriane.

A ciò si aggiunge lo spirito misticheggiante ,escatologico, assolutizzante che è quanto di più lontano si possa immaginare dallo spirito scientifico sempre cauto, critico, aperto alla falsificazione

Va comunque precisato che in seguito la Montessori riprese alcuni temi che la psicologia scientifica andava trattando

In particolare il suo incontro più importante fu quello con la psicanalisi che interpretò come conferma della sua intuizione del bambino deviato..

Riprese anche ampiamente la teoria dei periodi sensitivi e dell’imprinting per giustificare la peculiarità dell’infanzia.

Ella invece non accettò la concezione del globalismo che invece nei programmi del 55 per la scuola elementare italiana ebbe grande risalto. Tale rifiuto permise ai critici di considerare Montessori come anti-scientifica .Attualmente questo motivo ha perso molta importanza per ridimensionamento del globalismo nelle teorie psicologiche moderne. Resta però il fatto che la Montessori sostenne che il bambino non coglie prima il tutto (visione sincretica secondo la terminologia del Decroly) ma coglie e sempre e solo un particolare definito In Montessori tale affermazione resta pero solo enunciata ,sostenuta con il richiamo a ricordi personali ma non appare, come al solito, alcuna ombra di procedimento scientifico che lo attesti.

D’altra parte la Montessori sembra concepire in concreto spesso un procedimento globalistico come ad esempio nell’apprendimento della scrittura, del linguaggio, in generale nella concezione della "mente assorbente". Tutto ciò ha dato adito a una discussione decennale sulla "globalità" o meno della concezione montessoriana

A noi pare veramente che il problema non sussista perché nella Montessori manca proprio la consapevolezza di una tale problematicità.

EDUCAZIONE ALLA SOCIALITA’

L’accusa forse più ricorrente al metodo montessoriano è quella di non aver dato sufficiente risalto all’educazione alla socialità In particolare, viene fatto il confronto con il metodo Agazzi :in questo la vita si svolge tutta in un ambito sociale, vi è un ampio spazio psicologico collettivo, i più grandi hanno in cura i più piccoli ,Nel metodo di Montessori il fatto stesso dell’isolamento del bambino nell’esercizio del materiale restringe gli spazi sociali, riduce tutta la educazione a regole di buona educazione, a cortesia formale, a rispetti di turni.,

In effetti pero la Montessori respinge tali accuse sostanzialmente affermando che l’ambiente sereno, non competitivo delle sue scuole prepara una vera socialità.

Rousseau ritenne che Emilio avesse una educazione sociale molto efficace pure vivendo nell’isolamento perché restava immune dai vizi trasmessi dalla società: analogamente Montessori ritiene che la fonte di tutte le cattiverie umane derivi dall’incomprensione ,dall’oppressione dell’infanzia superata la quale una socialità vera e profonda si svilupperà naturalmente.

Montessori parla anche di una società per coesione propria dei bambini diversa da quella dell’adulto, non strutturata formalmente ma sentita vivamente secondo "vincoli misteriosi" Fa inoltre l’esempio del cotone che prima di essere filato deve prima essere sgrossato :così occorre che il bambino prima sia preparato per poter poi in seguito far parte di una società organizzata. Torna quindi il motivo comune che non si impara facendo ma preparandosi a fare., D’altra parte nelle scuole montessoriane, particolarmente in quelle più ampie non mancano efficaci forme di vita sociale: vi sono bambini di età diverse e naturalmente i più grandi sono di aiuto ai più piccoli.

Spesso poi non vi sono vere e proprie pareti divisorie ma solo pannelli che non è proibito superare: un bambino di tre anni può anche mettersi insieme a bambini di otto anni: si accorgerà presto che non è in grado di stare al loro lavoro e tornerà tra i suoi coetanei.

In conclusione noteremmo poi che il problema della socialità non assume poi nei bambini di età prescolastica la stessa importanza della scuola elementare in quanto psicologicamente il bambino ben difficilmente è in grado di accettare l’altro in quanto tale e spesso la socialità è solo apparente: il bambino sembra che giochi con l’altro ma in realtà gioca accanto all’altro (gioco parallelo)

DISCONOSCIMENTO DELLA FANTASIA

Come abbiamo mostrato ,Montessori sembra proprio bandire una "crociata" contro la fantasia e suoi aspetti più comuni: le favole, i giochi i giocattoli contro tutto quello che con termine moderno noi chiameremmo "creatività"; indubbiamente questo è l’aspetto più sconvolgente del suo pensiero in quanto sia comunemente che da parte della totalità dei pedagogisti , il gioco la favola sono considerati aspetti peculiari della infanzia e quindi il rispetto di essa va di pari passo con la loro esaltazione

La negazione della Montessori non è però certo una svista ;ella è ben consapevole , è coerente con le premesse del suo pensiero. Secondo la sua concezione della conoscenza di chiara ispirazione positivistica la conoscenza è essenzialmente la capacità di usare i sensi. Conseguentemente tutto ciò che ci allontana dalla "verità effettiva" dei fatti è errore, è patologico.

Certamente questo è l’aspetto del pensiero montessoriano chiaramente meno accettabile. Liberatoci ormai dalla ossessione positivistica del "fatto" come qualcosa di dato, di definitivamente acquisito, la moderna concezione della conoscenza in generale e della scienza in particolare mette l’accento non già su fatti la cui esistenza "grezza" viene chiaramente negata ma sulle interpretazioni, sulle ipotesi .Appare chiaro che la molla della scienza è nella capacità di dare ad essi un significato .Scienziati, poeti, filosofi, in realtà sono tutti caratterizzati dal fatto che vedono le stesse cose degli altri ma in modo diverso dagli altri. La consapevolezza di ciò ha portato la moderna psicologia a dare importanza fondamentale alla creatività

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