Prendi il vizio...di..amarti davvero

15.06.2018 19:41
 
E’ ormai ampiamente dimostrato a vari livelli, che i danni provocati dal fumo, all’organismo
di chi è sottoposto attivamente o passivamente alla sua azione, sono molteplici e
destabilizzano progressivamente in maniera grave e inarrestabile la salute delle persone
coinvolte.
Ovvio quindi che l'unica alternativa che si configura come ragionevole ed appropriata, è la
sospensione definitiva di questa Abitudine deleteria.
 
Per smettere di fumare può essere utile ,e determinante, ricordare che Il vero problema
non è il fumo o la sigaretta, essi sono semplicemente strumentali e funzionali
all'evitamento di stati dell’essere indesiderati e/o spiacevoli.
 
Promettendo, garantendo, tra l’altro, uno stato di intenso benessere, una sorta di
“beatitudine” che sperimentavamo nella fase in cui l’allattamento veniva associato al
benessere funzionale al nutrimento ed alla crescita .
 
Accendere la sigaretta, o dipendere da alcolici o assumere sostanze dopanti, è un modo
per proteggersi dagli effetti di stati depressivi, ansiogeni e di angoscia generalizzata
spaventante.
 
Questo modo di proteggersi ricorda un po’quel che fanno i freni ad impuntamento di
emergenza degli ascensori ..impediscono di precipitare e schiantarsi.
 
Mentre per chi prende l’ascensore ciò ha un senso, per le persone che fumano sigarette
questo rappresenta solo essere vittime di un bluff, o peggio farsi truffare da una implicita
falsa promessa e garanzia.
 
Quindi la prima operazione da intraprendere quando si vuole smettere di fumare, può
essere quella di percepire, riconoscere i propri bisogni e necessità, le proprie paure, le
proprie aspettative ed a volte le proprie pretese.
 
Significa centrarsi nel proprio “IO Adulto”(vedi psicoterapia evolutiva, G.C.Giacobbe)
quello che decide, prende, conquista, pianifica, rischia e combatte e vince. (Vince le
proprie paure), si libera dalle pretese e dalle aspettative)
Chi “dipende” non è mai l’io adulto, ma l’io bambino, quello che può solo chiedere ed
attendere passivamente.
 
L’io bambino semplicemente NON PUO’ decidere, ma quando si vuole smettere di fumare,
se rimaniamo nel ns. io bambino, gli imponiamo e chiediamo qualcosa che è incompatibile
con il proprio essere e la propria natura.
 
Significa quindi accogliere se stessi, accorgersi della propria unicità e complessità
smettendo di evitare qualcosa che in realtà non rappresenta nessuna minaccia reale, ma
solo richiede di conoscere parti di se’ ed eventualmente evolversi e modificarsi nella
maniera più opportuna ed appropriata.
 
La dipendenza in realtà è verso la funzione di protezione emozionale che è in parte
chimica e fisiologica verso le sostanze che si aspirano…. Sappiamo ovviamente che c'è
una oggettiva dipendenza dalla nicotina che si instaura sempre più nel tempo, ma
l'astinenza da fumo comporta una sofferenza che è data solo in parte dalla mancanza
della nicotina e dalle altre diavolerie volatili, ma è causata soprattutto dall'assenza di
tutela e protezione dallo stato di disagio.
 
Come dimostra la ricerca del professor Alexander degli anni 70 inducendo la dipendenza
da eroina e cocaina nei topi questi non risultavano poi dipendenti nel momento in cui
venivano messi in ambienti favorevoli sia alla socializzazione che all'attività. 
La stessa cosa era avvenuta per i soldati reduci dal Vietnam che pur rimanendo in astinenza da eroina
e cocaina, tornando a casa in USA presso contesti familiari e sociali accoglienti e
favorevoli, “ dimenticavano” la dipendenza e le relative sostanze.
 
Questo spiegava quindi, la misteriosa e spontanea “dissuasione” dei soldati americani che
venivano congedati come eroinomani e cocainomani conclamati, e dopo poche settimane
in patria, in famiglia e tra gli amici tornavano perfettamente ‘ normali” Ovvero non più
bisognosi di supporti di sostegno.
 
Accogliendo quindi il ruolo delle emozioni e degli stati emozionali, abbiamo anche, a
questo punto, il rimedio, l'antidoto alla causa della maggior parte delle dipendenze in
quanto “compensazioni esistenziali” utili comunque per la sopravvivenza.
 
Esiste ancora una valenza molto potente nel creare e mantenere gli automatismi della
dipendenza,
si tratta di questo: nella fase della suzione orale per l’allattamento, si sperimenta ancor
prima di avere coscienza ed identità, uno stato di beatitudine funzionale a garantire il
nutrimento e l’accrescimento.
 
Più avanti negli anni, spesso l’adulto di fronte alle difficoltà e gli impegni della vita,
regredisce alla fase orale e si compensa con sostituti così come gli schemi della memoria
infantile gli suggeriscono.. è molto più difficile , quasi impossibile opporsi perché la
neurofisiologia è più predisposta alla ricezione passiva della suzione (sigaretta) piuttosto
effettuare altre scelte che da quello stato dell’io verrebbero vissute come penalizzazioni
causa di sofferenze insostenibili.
 
In relazione a questo, non è da sottovalutare la notizia che annuncia la scoperta dei geni
che determinano la dipendenza dal fumo e la capacità più o meno di uscirne.
I responsabili individuati sembrano essere almeno 15.
Ecco perchè smettere di fumare rappresenta una delle imprese più ardue che si possano
affrontare.
Senza contare i danni causati dalla nicotina, è opportuno ricordarsi anche delle 4000
sostanze volatili che si si attivano e si sprigionano durante il fumo della sigaretta.
 
             Il metodo A P S – Apprendimento Progressivo Sistemico
 
Le risorse che compongono il metodo possono essere facilmente elencate:
innanzi tutto la citisina, alcaloide che "inganna" i recettori della nicotina e permette di
smettere di fumare senza problemi iniziali di dipendenza e astinenza. (vedi CITEX)
 
 https://www.progettocitex.it/
Tecniche di rilassamento e visualizzazione. Per allenare le persone ad immaginarsi e
vedersi in grado di poter cambiare comportamento.
Altre modalità strategiche sono identificabili nelle prescrizioni o "affermazioni paradossali"
Ricordiamoci che quasi tutti quelli che hanno iniziato a fumare lo hanno fatto in modalità
"trasgressiva" Ossia di nascosto e sapendo che "non era giusto" farlo ecc.
Ne consegue che se voglio liberarmi da una abitudine nata come trasgressiva non posso
certo farlo in modalità auto-impositiva...
Quindi ottengo di più se mi dico "devi fumare", forza accendine un'altra, che fai smetti?
Devi accendere... ecc
Altro aspetto rilevante e quello di trattare il fumatore (che non riesce a smettere)
come un individuo che compensa consapevolmente o meno degli stati di depressione,
ansia, e aree affettive scompensate regredendo in una fase di beata e passiva ricezione.
Caratteristica centrale del metodo è dato dalla "psicoterapia preventiva e virtuale" che
consistendo in tracce audio da ascoltare “praticando” quotidianamente, aiuta ad
esorcizzare il pericolo di cedimenti depressivi e /o ansiogeni.
Ulteriore contributo al tutto, va riconosciuto al metodo di respirazione Buteyko, che mi ha
permesso di "ancorare" a delle modalità di respiro semplici e nuove, la libertà consapevole
dal fumo e dagli effetti della nicotina.
     https://www.ilbuonrespiro.it/pages/metodo-buteyko/
 
  Dr. Angelo Ciani
angelo.ciani@gmail.com
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